Villa Pellegrino
Nel sole, nel sale, nel sud...
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Nei dintorni >> Scopello

 

Dal piccolo borgo di Scopello, che si sviluppa attorno alla corte di un baglio (agglomerato quadrangolare cinto da mura, contenente una sorgente d'acqua e una vasca-abbeveratoio al centro del feudo, dove si svolgevano i lavori di masseria agricolo-pastorali) è possibile iniziare un percorso variegato, dalla visita alla vecchia tonnara al  giro per i numerosi produttori di ceramiche, oppure ancora partire alla volta della bellissima e incontaminata Riserva Naturale orientata dello Zingaro: piccoli sentieri strategicamente disegnati sui dirupi, arrivano fino al mare o si inerpicano sui monti, regalandoci uno degli scenari mediterranei più integri che siano rimasti. Se si è fortunati, e se si rispetta il sacro silenzio che vi si respira, si possono ammirare falchi pellegrini, aquile del Bonelli, poiane, gheppi, nibbi reali, in un ambiente ricco di piante endemiche e rare che fanno della riserva una vera oasi di biodiversità, la cui regina assoluta è la palma nana, la giummara (simbolo della riserva), che nasce spontanea in ogni anfratto e dirupo del parco. La fatica della passeggiata è ampiamente ripagata da uno spettacolo naturale di assoluta bellezza, e da un bagno ristoratore nelle limpide e incontaminate spiagge dalla riserva.    

Il nome "Scopello" appare per la prima volta in un diploma redatto in lingua greca nell'anno 1097, con il quale il Conte Ruggiero concedeva al Monastero di S. Maria di Boico, presso Vicari, terre, animali e servi nella stessa Boico, nonché a Ciminna, Scopello, Patterano e Garciniene. Nel diploma di concessione di Scopello al monastero di S.Maria di Boico si parla soltanto di una terra recante questo nome, che in precedenza era appartenuta a certo notaio Giovanni.
Secondo l'Alessio il toponimo che compare nel diploma potrebbe interpretarsi o come adattamento del greco, "scoglio, secca, rupe" oppure come diminuitivo del prestito latino "scopulus" avente lo stesso significato.

La tradizione storica ha individuato nell'odierno sito di Scopello l'antico insediamento di "Cetaria", posto da Tolomeo tra Bati e Panormo, proprio in relazione al suo nome derivante dalla pesca del tonno che qui fu sempre praticata. Questa identificazione è stata avvalorata nel tempo da pochi ruderi emergenti e da materiale fittile erratico rinvenuto nei pressi della tonnara. Ma, sino al periodo normanno, le fonti documentarie purtroppo sono avare, e non si può quindi ragionevolmente ipotizzare una continuità di vita di questo insediamento.
 


          
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25/09/2017