Villa Pellegrino
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Nei dintorni >> Salemi

 

Alicia, ai giorni nostri Salemi, ha origine molto antica e sicuramente nel V sec. a.C. già esisteva. La leggenda vuole che gli Elimi discendano da Elimo, figlio di Priamo, il quale dopo la caduta di Troia , si rifugiò in Sicilia dove si stabilì. Gli Elimi fondarono diverse città: Segesta, Erice, Alicia ed Entella.

 Alicia, situata a metà strada fra Selinunte e Segesta, acerrime nemiche, parteggiò sempre per quest'ultima sicuramente per la comune origine data la pratica equidistanza da esse.

 Alicia fu dichiarata città libera ed immune da tributi per la volontaria sottomissione al dominio dei romani traendo da questo non indifferernti vantaggi pratici e sociali. Quando declinò l'impero romano, la Sicilia subì nel V secolo il dominio barbarico dei Vandali e poi dei Goti e dal 535 quello Bizantino con il generale di Giustiniano, Belisario.

 L'827 segnò con lo sbarco musulmano a Mazara la dominazione araba in Sicilia che perdurò fino al 1061; in questo periodo gli arabi cambiarono il nome di Alicia in Salemi nome che deriva da Salàm che significa "città salubre e sicura".

 Al momento della conquista araba la città di Salemi contava circa 3700 abitanti e con l'aumentare .della popolazione si rese necessario allargare il perimetro delle mura e la costruzione di nuove porte di ingresso denominate porta Ghibli, porta Aquila, porta Corleone e porta S. Maria.

SALEMI oggi conta circa 12.000 abitanti

Gli arabi introdussero in Sicilia e anche nell'agro salemitano arance, limoni, pesche, albicocche, asparagi, carciofi, cotone, il carrubbo, il riso, il pistacchio, le melenzane, l'odorosissimo gelsomino e molte spezie quali lo zafferano, il garofano, la cannella, lo zenzero. Ancora oggi numerose contrade salemitane portano denominazioni di derivazione araba, come Cabinarusa, Cuba, Giarretta, Rampingallo ecc.

Nel 1077 Salemi passò sotto il dominio dei Normanni.

 Il castello di Salemi fu ricostruito tra il 1110 e il 1115 sulle rovine di un antico castello greco ed ancora oggi possiamo ammirarlo essendo il meglio conservato di tutta la Sicilia.

 A proposito della costruzione del castello si narra di un'antica leggenda dove due fratelli e una sorella volevano fondare una città ma non erano d'accordo sul luogo da edificare. Alla fine decisero che ognuno avrebbe costruito un castello nel luogo prescelto, Mokarta e Settesoldi i fratelli e Salemi la sorella, e chi per primo lo avesse completato avrebbe dovuto annunciarlo agli altri con un grande falò, e lì riunirsi.

La sorella più furba, poco prima di completare il castello, fece il segnale convenuto, e durante il  tempo intercorso ai fratelli per arrivare fece in tempo a finirlo, così oggi la Citta di Salemi è dove la vediamo grazie alla furbizia della sorella. Realmente oggi si trovano in c/da Mokarta e a Settesoldi dei resti di antichissimi castelli.

 I Normanni nel 1093 crearono la diocesi di Mazara che comprendeva anche Salemi.

Ai Normanni seguirono gli Svevi, nel 1194 con Enrico VI, dopo sua morte prese il comando la moglie Costanza e a seguire il  figlio Federico II fino alla morte dello stesso sopravvenuta nel 1250 che diede fine ad un periodo di benessere.

Dalle confuse vicende seguite alla morte di Federico II, nel 1266 inizia il cupo periodo Angioino che finisce nel 1282 con la rivolta del Vespro.

Nel 1270 Salemi subì gli effetti della peste propagata da soldati di ritorno da una spedizione in Tunisia, con una altissima mortalità e con la distruzione delle casupole col fuoco per cercare di frenare il morbo.

Del periodo di dominazione francese, l'Angioino, fu uno dei più ignominiosi che la Sicilia e i salemitani dovettero subire, esso ridusse la popolazione nella povertà più assoluta; questo periodo finì con la rivolta del Vespro e la scacciata dei francesi.
Durante la rivolta del Vespro i salemitani si rivolsero a Pietro d'Aragona morto l'11 Dicembre 1285.

Quando i cittadini non erano più oppressi dagli Angioini e dalla peste, chiesero a papa Nicolò IV il patrocinio di un santo protettore per la città, così San Nicolò di Bari fu universalmente acclamato Patrono della città e gli venne dedicata la Maggiore chiesa e fu concesso dal Re fiera franca per quindici giorni per real diploma.

Federico III d'Aragona nel 1296 declassò Salemi a Città feudale. Le lotte tra Aragonesi e francesi che seguirono la rivolta del Vespro generarono anarchia, sciagure e miseria. Nel 1392 Salemi accoglie nel proprio castello Re Martino I che nel 1390 sposò Maria d'aragona, l'entusiasmo nell'accoglienza dei Salemitani determinò ai reali l'emissione del decreto con cui si concedeva il privilegio di città demaniale e quindi a non poter essere venduta.

L'11 Dicembre 1411, un avvenimento che ebbe molta risonanza in Sicilia, si stipulò nel castello di Salemi la confederazione delle città di Salemi, Trapani, Mazara, Monte San Giuliano, a cui si unirono i baroni di Castelvetrano e di Partanna, che impegnava a difendere sostenendone le spese la regina Bianca e la reale casa di Aragona. Tra il 1439 e 1447 la popolazione di Salemi era di circa 2000 abitanti.

Sotto il regno di Re Giovanni ( 1458-1479) per aumentare la popolazione nel territorio di Salemi fu concessa una franchigia fiscale per la durata di 10 anni a tutti coloro che si fossero stabiliti in città.

Durante il regno di Ferdinando II d'Aragona , figlio di Re Giovanni, Salemi fu ancor più fortificata e presidiata per le incursioni dei Turchi. Nel 1493 furono scacciati dalla Sicilia e anche da Salemi le comunità Ebraiche dopo diversi secoli di permanenza lasciando testimonianze della loro laboriosa presenza nel quartiere della Giudecca.

Con la morte di Ferdinando II nel 1516, succede Carlo V fino al 1556 e indi il figlio Filippo II e I di Sicilia che muore nel 1598 lasciando il timone al figlio Filippo III fino al 1621.

Durante il regno di Carlo V nel 1542 il territorio di Salemi fu afflitto da una carestia a seguito di una invasione di sciami di cavellette che distrussero il raccolto, e per fermare queste orde fameliche i Salemitani rivolsero le loro suppliche a san Biagio. Svanito l'incubo delle cavallette diventò abitudine ringraziare San Biagio il 3 Febbraio di ogni anno con una festa in onore del Santo con una offerta di panuzzi finemente lavorati, i "cavadduzzi".

Il successore Filippo IV regnò fino al 1665 a cui seguì Carlo II e III di Sicilia e con la morte di quest'ultimo si concluse praticamente la dominazione spagnola in Sicilia.

Una notte del 1740 venne inghiottito da una gigantesca frana il convento dei Padri di Terz'ordine Francescano sul monte delle Rose, costruito nel 1570; venne inghiottito anche il convento dei Cappuccini costruito vicino al primo intorno al 1590.

Il 24 Dicembre 1713, il duca Vittorio Amedeo II veniva solennemente incoronato nella cattedrale di Palermo Re di Sicilia.

Con il trattato dell'Aja del 1720 la Sicilia venne assegnata all'Austria sotto Carlo VI.
 


          
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25/07/2017